COLONNA VERTEBRALE: OGGI SI PUO’ OPERARE TORNANDO ALLA VITA DI PRIMA?

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L’associazione Nsa di Roma, grazie a un team altamente specializzato e multidisciplinare, assiste i pazienti in tutte le fasi del percorso terapeutico

L’associazione di neurochirurgia e terapia del dolore Nsa di Roma, nata per la ferrea volontà dei tre soci fondatori Jacopo Lenzi, Antonio Nardone ed Emiliano Passacantilli, è un importante punto di riferimento nel panorama sanitario nazionale nel campo della Neurochirurgia, forte di una dotazione tecnologica scientificamente all’avanguardia e di un team altamente specializzato e multidisciplinare, in grado di assistere i pazienti in tutte le fasi del percorso terapeutico.

Dott. Jacopo Lenzi, quanto è diffusa oggi l’ernia del disco lombare?

“È una delle patologie più diffuse della colonna vertebrale ed è la causa nella stragrande maggioranza dei casi di lombosciatalgia, ossia del dolore molto forte che si irradia dalla regione lombare al gluteo fino al piede. Il dolore è causato dalla pressione che l’ernia esercita su una delle radici nervose che formano il nervo sciatico. In molti casi questo disturbo può essere trattato con farmaci antiinfiammatori, riposo e fisioterapia mirata che aiutano il riassorbimento dell’ernia ed il ripristino della corretta postura della colonna vertebrale”.

Dott. Antonio Nardone quando è necessario ricorrere all’intervento chirurgico?

“Il paziente deve sottoporsi ad intervento quando il dolore non recede dopo una terapia conservativa mirata, in presenza di deficit di forza oppure quando necessita di un veloce rientro all’attività sportiva o lavorativa. Nella nostra associazione vi sono colleghi specialisti, fisioterapisti, osteopati, reumatologi e terapisti del dolore che collaborano con noi nella decisione terapeutica. L’approccio multidisciplinare è fondamentale nella terapia moderna delle patologie della colonna vertebrale, poiché il paziente deve essere valutato nel suo insieme”.

Dott. Emiliano Passacantilli, quali tecniche utilizzate per l’asportazione dell’ernia?

“Con l’avvento di nuove tecnologie e l’affinamento delle tecniche classiche, gli interventi neurochirurgici sono oggi eseguiti con un basso tasso di complicanze e mortalità. Tra le metodiche disponibili, quelle percutanee (radiofrequanze o il LASER (PLDD)) vengono utilizzate per il trattamento delle protrusioni discali: in questo caso è necessario un semplice ago in anestesia locale per risolvere il problema. Con l’endoscopia spinale, che consente di asportare anche ernie espulse e migrate attraverso una incisione cutanea di 8 millimetri circa, il paziente rimane in clinica un solo giorno e i risultati sono davvero straordinari. Infine la microchirurgia: è la tecnica più utilizzata al mondo poiché consente di asportare in anestesia generale qualsiasi tipo di ernia discale. Anche in questo caso le incisioni cutanee e l’impegno dei muscoli paravertebrali sono ridotti al minimo e il ricovero è di soli due giorni”.

 Per maggiori info (www.nsaneurochirurgia.it) (info@nsaneurochirurgia.it)

 

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