Le ultimissime frontiere della chirurgia vertebrale

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In Italia la lombalgia coinvolge oltre 15 milioni di persone, con un picco di incidenza tra i 40 e i 50 anni di età

Negli ultimi anni l’incidenza delle patologie della colonna vertebrale è notevolmente aumentata, soprattutto nei paesi occidentali, provocando ingenti danni economici: il mal di schiena è, infatti, la causa più frequente di assenza dal lavoro per malattia, potendo risultare davvero molto invalidante. Ad illustrarci le ultimissime frontiere nel trattamento di tali patologie, è il dott. Demo Eugenio Dugoni, esperto Neurochirurgo di Roma.

Dott. Dugoni, come vengono trattate le patologie che riguardano la colonna vertebrale?

In Italia la lombalgia coinvolge 15 milioni di persone, con un picco di incidenza tra i 40 e i 50 anni di età.  Trattasi di una patologia che, se trascurata, può compromettere seriamente la qualità di vita dei pazienti. È quindi di fondamentale importanza, fin dalla comparsa dei primi sintomi, rimettersi nelle mani di un professionista esperto in modo da individuare il trattamento più idoneo per il singolo paziente. Generalmente, nelle sue fasi iniziali, il mal di schiena può essere curato con trattamento farmacologico e fisioterapia.

Quando è necessario ricorrere all’intervento chirurgico?

Quando il trattamento conservativo non risulta più efficace e/o in presenza di sintomi neurologici dovuti a patologie quali ernie del disco, stenosi cervicale o lombare ed instabilità, lo specialista può ritenere opportuna una valutazione chirurgica. Oggigiorno, grazie all’avvento di metodiche mini-invasive e all’affinamento di quelle classiche, gli interventi neurochirurgici sono eseguiti con un basso tasso di complicanze e con un decorso post-operatorio sempre meno traumatico per il paziente.

Per maggiori info (demodugoni@gmail.com) (www.demoeugeniodugoni.it)

Ctr 12254

di Roberta Imbimbo

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