Appalti condominiali come evitare problemi

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L’Avv. Claudio Roscioni interviene sugli obblighi del condominio nei confronti dei lavoratori dipendenti delle ditte appaltatrici.

Il Condominio si trova spesso in difficoltà con le ditte appaltatrici per problemi inerenti l’esatto adempimento delle opere loro commissionate. Quando i lavori richiesti non sono conformi alla c.d. “regola dell’arte”, bisogna ricorrere ad estenuanti trattative che, non sempre, conducono al risultato auspicato. Può, tuttavia, capitare che l’esborso dovuto per le retribuzioni dei lavoratori dipendenti della ditta appaltatrice ricada sul Condominio. Se, infatti l’art. 1676 cod. civ. impone al committente (il Condominio) di corrispondere ai dipendenti della ditta le retribuzioni (o differenze retributive) loro spettanti, ma nei limiti delle somme dovute alla ditta, come da capitolato d’appalto, il D.Lgs 276/2003, come modificato dalla L. 92/2012, stabilisce che il Condominio sia obbligato, in solido con la ditta (datore di lavoro) a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di Tfr, non erogate dalla ditta, a prescindere dal prezzo dell’appalto.

In buona sostanza, nel termine di due anni dal compimento della ristrutturazione, il Condominio può essere chiamato a dover corrispondere ai lavoratori della ditta tutti quegli emolumenti non percepiti durante il periodo dell’appalto. L’unica strada percorribile per evitare una condanna in via solidale, è, pertanto, quella di affidarsi a ditte serie, farsi consegnare il DURC e interpellare un legale nella redazione del contratto di appalto al fine di prevenire spiacevoli sorprese.

 

Per maggiori info (www.roscioni.com) (studiolegaleroscioni@roscioni.com)

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