Cataratta, cosa fare quando il cristallino si opacizza

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Una patologia diagnosticabile attraverso una visita oculistica completa

La cataratta, patologia oculare progressiva ed irreversibile che consiste nella graduale opacizzazione del cristallino, in Italia colpisce circa il 60% dei soggetti ultrasettantenni, ma possono esserne affetti, sia pur meno frequentemente, anche pazienti molto più giovani. Oggigiorno la ricerca scientifica ha raggiunto traguardi sorprendenti in campo oculistico: “l’intervento, che mira a sostituire il cristallino opacizzato con una lente intraoculare artificiale (IOL), non è più doloroso o invasivo come in passato, e garantisce ottimi risultati purché eseguito da mani esperte con l’ausilio delle più avanzate ed innovative tecnologie”, asserisce la dott.ssa Alessandra Nuvoloni, oculista di Roma.

Dott.ssa Nuvoloni, come viene curata oggi la cataratta?

La terapia è essenzialmente chirurgica, anche se il “timing” per l’intervento è diverso da paziente a paziente a seconda di vari fattori (età, attività lavorativa, possibilità di recupero visivo). In passato era diffusa la convinzione secondo cui l’assunzione di colliri e/o integratori avrebbe potuto in qualche modo bloccare l’evoluzione della patologia, arrestando l’opacizzazione del cristallino. In realtà è stato ampiamente dimostrato che nessuna delle sostanze farmacologiche attualmente in commercio riesce a bloccare completamente la progressione del disturbo. In altri termini, l’unico modo per curare in modo definitivo la cataratta è mediante un delicato intervento di chirurgia.

A chi ci si deve rivolgere in presenza dei primi sintomi?

Esclusivamente all’oculista, specialista laureato in medicina e chirurgia con almeno 15 anni di istruzione e formazione, che può diagnosticare le patologie dell’occhio, prescrivere farmaci ed eseguire interventi chirurgici. L’ottico, dal canto suo, ha competenze decisamente diverse e non “mediche”: chiaramente non può effettuare diagnosi e tantomeno eseguire attività terapeutiche di qualsiasi tipo. In previsione di un intervento di cataratta, quindi, solo l’oculista può eseguire un esame diagnostico completo, con lampada a fessura e lente d’ingrandimento, per escludere la presenza di patologie concomitanti, valutare lo stato retinico e il vizio refrattivo che può eventualmente essere corretto in sede di intervento.

Che tipo di operazione è quella di cataratta?

L’intervento, che sostanzialmente può essere effettuato con tecniche laser o con gli ultrasuoni, è considerato una procedura di microchirurgia di alta specializzazione: eseguito in anestesia topica (con gocce di collirio) è veloce ma estremamente delicato. E’ quindi di fondamentale importanza che venga eseguito da professionisti del settore, altamente qualificati, in grado di garantire a ciascun paziente la valutazione diagnostica ed il trattamento più idoneo ed efficace in termini di risultati funzionali.

Per maggiori info: www.studiomedicom.it info@studiomedicom.com

di Roberta Imbimbo

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