L’importanza di una diagnosi precoce nella prevenzione del tumore al seno

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Secondo i dati diffusi dall’OMS, l’incidenza dei tumori al seno va purtroppo aumentando in valore assoluto, a causa dell’allungarsi dell’aspettativa di vita media. Negli ultimi anni, tuttavia, i tassi di mortalità a 5 anni dall’intervento sono sensibilmente diminuiti: la diagnosi precoce ed il progresso delle tecniche chirurgiche consentono, infatti, di trattare questa malattia con ottime percentuali di guarigione e risultati sempre più soddisfacenti. “Il fattore tempo è cruciale in campo oncologico: una diagnosi tempestiva consente di condizionare positivamente il trattamento terapeutico in senso conservativo ed estetico, con notevoli benefici per le pazienti”, sostiene senza mezzi termini la dott.ssa Chiara Pistolese, Professore Aggregato Università di Roma Tor Vergata, Responsabile della Unità Operativa  di  Interventistica Senologica presso il Policlinico Tor Vergata e della Sezione di Senologia della Casa di Cura Villa Mafalda di Roma.

Dott.ssa Pistolese, perché oggi la prevenzione è così importante in campo oncologico?

In realtà in ambito senologico non esiste una vera e propria prevenzione primaria poiché non essendo riconosciuti ad oggi dei fattori di rischio come per altre patologie oncologiche l’unico tipo di prevenzione è quella secondaria ovvero la diagnosi precoce. Individuare una lesione quando è ancora di dimensioni molto piccole, rappresenta l’unica arma in nostro possesso per “vincere questa battaglia” ed incidere così sulla percentuale di mortalità legata a tale patologia.  Oggi, grazie ad apparecchiature di ultimissima generazione e a specialisti altamente qualificati, è possibile evidenziare lesioni tumorali di piccolissime dimensioni.

Quali esami sono importanti ai fini di una adeguata e tempestiva diagnosi?

La diagnosi si avvale di esami convenzionali come la Mammografia (Tomosintesi) sempre associata ad Ecografia da eseguire una volta l’anno per donne dai 40 anni in su ed esame clinico che guida in modo specifico queste indagini. In caso di lesioni dubbie, è possibile completare l’iter diagnostico eseguendo esami di secondo livello, come ad esempio la Risonanza Magnetica, ed eventuale caratterizzazione citologica e/o istologica delle lesioni sospette sotto guida strumentale, scelta dallo specialista sulla base dell’esame che meglio consente di individuare la lesione. È tuttavia fondamentale rivolgersi a Centri specializzati nella diagnosi e nel trattamento della Patologia Mammaria, che si distinguano per l’alta qualità, l’affidabilità e la completezza dei servizi offerti da un team multidisciplinare di professionisti in grado di fornire una gestione tempestiva dell’intero percorso, dalla diagnosi fino alla terapia, consentendo alla donna una pronta guarigione ed un risolutivo  ritorno alla  vita familiare, sociale e lavorativa.

di Roberta Imbimbo

Per maggiori info (villamafalda.com) (chiarapistolese@gmail)

 

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