Le ultimissime frontiere della chirurgia protesica dell’anca

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La protesi totale d’anca è uno degli interventi maggiormente eseguiti e di maggior successo in chirurgia ortopedica. Grazie al progresso tecnologico e alla ricerca scientifica, negli ultimi anni si è assistito da un lato ad un sensibile perfezionamento delle tecniche chirurgiche, sempre più accurate e a dimensione di paziente, dall’altro ad una significativa evoluzione dei materiali con cui vengono realizzate le protesi ortopediche. E così, in risposta alla sempre crescente domanda dei pazienti, negli ultimi anni la chirurgia mini-invasiva è stata applicata con risultati clinici straordinari (ridotto dolore post-operatorio e rapido recupero funzionale) anche in campo ortopedico. Oggi è possibile impiantare una protesi d’anca senza necessariamente dover far ricorso a tecniche ad elevato impatto, ma piu’ semplicemente utilizzando procedure maggiormente rispettose della integrità anatomica dei tessuti trattati. Ad illustrarci i vantaggi della chirurgia mininvasiva in ortopedia sono il dott. Daniele Patacconi e il dott. Roberto Lanzone rispettivamente dell’Aurelia Hospital di Roma e del N.O.C. di Ariccia (RM)

Dott. Patacconiche significa nello specifico mininvasività?

Mininvasività significa operare dei segmenti ossei o non ossei (per esempio cartilagini, fibrocartilagini, tendini o legamenti) senza danneggiare i tessuti che non sono coinvolti nel danno, determinando quindi il minor insulto possibile a tutte le strutture anatomiche sane che devono essere attraversate per raggiungere quella danneggiata. A seguito di una pluriennale e proficua collaborazione con il dott. Etienne Peronne di Clermont Ferrand (FRA), il dott. Lanzone ed io abbiamo messo a punto una tecnica mini-invasiva che permette di impiantare una protesi d’anca attraverso un’incisione di soli 5-7 cm, senza alcuna sezione muscolare e determinando una perdita ematica trascurabile. La ormai collaudata via d’accesso anteriore mininvasiva è in grado di assicurare risultati funzionali eccellenti ad un sempre maggior numero di pazienti.

Dott. Lanzone, quali vantaggi apporta tale tecnica ai pazienti?

Essa offre una serie di numerosi vantaggi: Rispetto delle strutture periarticolari ( Muscoli, Nervi, Vasi); riduzione delle perdite ematiche; minor dolore post-operatorio; breve degenza ospedaliera e recupero della funzionalità in tempi brevi. Il percorso rieducativo fast-track permette infatti un rapido ritorno alle normali attività quotidiane e sportive; obiettivo molto richiesto da pazienti sempre più giovani, esigenti e desiderosi di riprendere il prima possibile il proprio stile di vita.

di Roberta Imbimbo

Per maggiori info: www.newhip.it

e.mail: drpatacconi@gmail.com roberto.lanzone@gmail.com

 

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