Studio Legale Fontanarosa & Associati

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Il ruolo dell’avvocato del lavoro oggi

Dal 2001, lo Studio Legale Fontanarosa & Associati, costituito dagli avv.ti Giuseppe Fontanarosa, Annarita Billwiller ed Ivana Cervone, si occupa in maniera esclusiva di diritto del lavoro, diritto sindacale, contratti di agenzia e di rappresentanza commerciale, di previdenza sociale. Lo studio, che offre ad i propri clienti assistenza e consulenza giudiziale e stragiudiziale su tutto il territorio nazionale, dal 2018 ha implementato la propria offerta professionale con un dipartimento Privacy e con l’applicazione del d.lgs. 231/2001, modello di organizzazione e gestione dell’azienda.

 

Avvocato Billwiller, cosa significa oggi essere un giuslavorista?

Nel corso del tempo, il diritto del lavoro è stato oggetto di continue riforme: dal 2012 ad oggi si sono succedute la Legge Fornero, il jobs act ed il DL 2018/98. Per essere un buon giuslavorista oggi è, quindi, essenziale tenere conto di tali evoluzioni; in particolare nel settore della gestione e tutela delle aziende, è inoltre essenziale occuparsi non solo della gestione del contenzioso ma anche della consulenza della azienda stessa nei processi di trasformazione ed evoluzione; intervenire nei momenti di crisi per rivedere i costi del personale ma anche accompagnare le aziende nella propria crescita nazionale ed internazionale, utilizzando i nuovi strumenti che la normativa attuale ci offre.

 

Avvocato Cervone, quali sono questi nuovi strumenti?

Oltre a quelli classici di una sana e corretta gestione del personale, oggi vi sono diversi contratti aziendali che meglio interpretano il core business aziendale, rendendo la normativa a “misura di azienda”, anche con il supporto del welfare aziendale, ovvero di quell’insieme di iniziative che le imprese mettono in atto per migliorare il benessere e la sicurezza dei lavoratori e delle loro famiglie. L’esempio più emblematico e rappresentativo sono certamente i c.d. flexible benefit.

Avvocato Billwiller, di cosa si tratta?

I flexible benefit sono costituiti da quell’insieme di beni, servizi e prestazioni non monetari che un’impresa può erogare ai propri lavoratori in aggiunta alla “normale” retribuzione monetaria, al fine di incrementarne il potere di acquisto e di migliorare la qualità della vita del lavoratore. In altri termini, si tratta di schemi di retribuzione flessibile, che consentono di integrare o sostituire una quota del pacchetto retributivo accessorio del dipendente con beni e/o servizi in natura che normalmente vengono acquistati all’esterno per far fronte ad esigenze personali o familiari.

Avv. Cervone, perché vengono definiti benefici “flessibili”?

Perché il lavoratore, cui viene assegnato un budget di spesa, può comporre in maniera personalizzata il paniere di beni e servizi che più rispecchia le proprie necessità (chiaramente parliamo di servizi vincolati a finalità di eduzione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto). I flexible benefit sono molto vantaggiosi poiché consentono di abbattere il cuneo fiscale tanto per il dipendente quanto per l’azienda; aumentano la motivazione dei dipendenti, migliorano il clima aziendale e consentono una migliore conciliazione della vita lavorativa con quella familiare.

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