Ornella Auzino

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In questa intervista, Ornella Auzino ci racconta la sua storia avvincente. Una testimonianza preziosa di come sia ancora possibile per una donna audace fare impresa oggi, al Sud, nonostante mille difficoltà, combattendo pregiudizi e disvelando un mercato illegale che penalizza fortemente le attività imprenditoriali locali. Un esempio di coraggio e tenacia raccontato anche in un libro-denuncia, intitolato Le mie borse, che ad un anno di distanza dalla sua pubblicazione, continua a far parlare di sé in quanto simbolo del riscatto dell’eccellenza produttiva partenopea.

di Roberta Imbimbo

Signora Auzino, può raccontarci la sua storia?

Sono nata a Napoli nel 1980 e sono cresciuta in una fabbrica di borse, tra gli odori intensi della pelle, le fodere arrotolate e non ancora lavorate che attendevano di arrivare nelle mani operose delle cucitrici esperte, e le coccole di tutti i meravigliosi assistenti che affiancavano i miei genitori nella meticolosa produzione di prodotti artigianali di indiscussa qualità. Dopo un inizio roseo, l’azienda di famiglia si è trovata all’improvviso in grosse difficoltà finanziarie a causa della crisi economica che ha colpito il settore della pelletteria: i clienti non erano più solvibili, era difficile reperirne di nuovi e il proliferare della contraffazione di certo contribuì ad aggravare una situazione già di per sé molto difficile da gestire. Erano gli anni a cavallo del nuovo millennio, un periodo storico in cui i brand iniziarono ad andare in Cina per abbattere i costi di produzione. E in quello stesso periodo anche i miei genitori, per adeguarsi ad una concorrenza spietata e cercare di mantenere inalterato il volume delle vendite, furono costretti ad accettare lavori sottopagati. Seguirono anni difficili: in uno scenario così incerto, sarebbe stato facile mollare tutto. Ed invece io, che in seguito al tracollo finanziario della mia famiglia avevo lasciato l’Università per dedicarmi a vari lavori, grazie ad una forza smisurata, ho scelto di restare a Napoli per mostrare al mondo il lato buono della mia terra, per mostrare che con coraggio e determinazione si può essere artefici del proprio destino! Del resto si sa, un ideale perseguito con costanza è più forte di qualsiasi ostacolo! E così nel 2009, una volta prese le redini dell’azienda, per sopperire alle difficoltà di creare nuove opportunità lavorative, ho reinterpretato l’attività di famiglia, decidendo di produrre borse per conto terzi – dai grandi brand del lusso ai piccoli marchi – un’operazione strategica che ha consentito alla mia azienda di rinascere e farsi spazio senza ricorrere a “raccomandazioni”, grazie anche alla qualità eccelsa dei suoi prodotti artigianali. In pochi anni, infatti, non solo sono riuscita ad incrementare sensibilmente il numero di dipendenti – offrire opportunità di lavoro legale nella mia azienda significava dare speranza e dignità alle persone e farle rimane in un territorio con una grande tradizione pellettiera, che vede la fuga della manodopera verso il nord – ma a produrre borse per conto di un grande brand come Gucci.

Lei è un’imprenditrice coraggiosa che, ad un certo punto della sua vita, ha deciso di utilizzare i new media quali canali preferenziali per denunciare un sistema corrotto e per raccontare la sua storia. Perché?

Da anni coltivo un sogno nel cassetto: vedere il Made in Italy risplendere in tutta la sua eccellenza. Questa sorta di desiderio recondito mi ha spinto negli anni a dar vita ad una protesta quotidiana, a volte stanca ma mai arrendevole o silenziosa. Più volte, in passato, mi sono chiesta in che modo fosse possibile lanciare un messaggio e farlo risuonare nelle coscienze delle persone. Nel tempo, ho capito che il modo più incisivo per farlo era inoltrarlo ad una vasta platea di utenti in modo chiaro e forte, senza troppe dietrologie. Così ho aperto un Canale YouTube: Ornella Auzino, per parlare alle persone e trasmettere loro, nel mio piccolo, i valori in cui credo. Tramite il mio canale riesco, infatti, a trattare molti argomenti che riguardano non solo la pelletteria in senso stretto, ma più in generale il Made in Italy e i suoi modi di resistere a fenomeni negativi come la contraffazione. Un fenomeno, che oltre ad esercitare un effetto diretto sulla produzione nazionale, rappresenta un catalizzatore di condotte illecite (lavoro nero, immigrazione clandestina, riciclaggio, evasione, commercio abusivo) che per troppo tempo hanno deturpato una fetta importante della nostra produzione. Pertanto, accendere le luci sui piccoli brand di nicchia, o sulle start up nascenti nel mondo della pelletteria, o ancora, sui singoli artigiani che brillano di luce propria, è il mio personale modo di combattere l’acquisto illegale, sensibilizzando le persone sull’importanza di farne uno consapevole ed autentico.

Auspici per il futuro?

In buona sostanza, portare avanti a gran voce la mia battaglia contro le borse contraffatte. Per questo il mio auspicio prioritario è la Certificazione della Filiera, l’unico strumento concreto che possa tutelare i consumatori dai prodotti illeciti e da quelli scadenti, mascherati da “Made in Italy”. Nel nostro Paese, infatti, le leggi lacunose in materia, come ad esempio la legge 55/2010 per il settore tessile e manifatturiero, permettono escamotage inaccettabili: una borsa può portare l’etichetta Made in Italy anche se non è stata prodotta interamente in Italia, ma solo in parte. E non solo. Prescindendo dalle produzioni offshore, alcuni prodotti Fatti interamente In Italia non “meritano” tale etichetta per il mancato rispetto di precisi standard di qualità e delle regole della Comunità. Per di più negli ultimi anni, il web si sta rivelando un pericoloso strumento di diffusione della contraffazione, anche in virtù del sempre più ampio ricorso allo shopping in rete di prodotti di indubbia provenienza. In questi scenari anomali e privi di luce, esigere la Certificazione della Filiera è l’unico modo per portare il beneficio della trasparenza e per ridare al Made in Italy il posto che merita, ossia l’Eccellenza.

 

Per maggiori info:

info@ornellaauzino.it

www.ornellaauzino.it

 

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