Istituto Pontano l’eccellenza dell’insegnamento in Campania

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Istituto Pontano

L’eccellenza dell’insegnamento in Campania

Nello splendido Palazzo Spinelli di Cariati, un’incantevole struttura risalente al Cinquecento, vive l’Istituto Pontano; una scuola della rete Gesuiti Educazione che nel corso degli anni ha formato grandi personalità di eccellenza che hanno operato,ed operano tutt’ora molto attivamente, nell’intellighenzia non solo partenopea ma anche italiana. Da oltre un secolo, da circa 140 anni, questo meraviglioso istituto del Corso Vittorio Emanuele di Napoli si occupa della formazione dei giovani attraverso quella che viene definita la Cura Personalis, un metodo educativo ignaziano che mette al centro dell’attenzione l’alunno, la sua persona, la sua unicità per estrapolarne le potenzialità, le attitudini e le passioni, in modo che possa raggiungere la piena consapevolezza. “Prendersi cura di giovani personalità che si affacciano al mondo con curiositas e con timore è una grandissima responsabilità, non solo nella loro formazione culturale e didattica ma anche nella ricerca della loro crescita umana! Questo è il motivo per cui bisogna accompagnarli e sostenerli con forza e comprensione!” asserisce con decisione Emma Armentano, Preside dell’Istituto. 

di Roberta Imbimbo

 Prof.ssa Armentano, cosa distingue il Pontano dalle altre scuole?

Il Pontano è stato da sempre un vivido centro culturale che, nel corso degli anni, ha ospitato grandissime personalità del mondo politico, universitario, artistico ed intellettuale con cui i ragazzi hanno avuto il privilegio di interagire sia in orario curriculare che extracurriculare. A novembre scorso, per esempio, abbiamo organizzato un vero e proprio simposio, denominato Domus Cura, al quale hanno partecipato Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente, e Padre Jimmy Bartolo SJ, Presidente della Fondazione Gesuiti Educazione. A marzo, invece, ospiteremo Francesco Sabatini, Presidente onorario dell’Accademia della Crusca, per consentire ai ragazzi di interloquire con numerose personalità di spicco che possano contribuire ad accrescere il loro background personale, portandoli ben oltre il traguardo della sola eccellenza accademica. Il tutto avviene in un clima estremamente sereno e positivo: i ragazzi percepiscono, infatti, di far parte di una“grande famiglia” cui è affidata la nobile missione di preparare gli alunni a cogliere le sfide che si troveranno di fronte, con uno spirito forte e determinato, coscienti delle proprie potenzialità, in grado di sviluppare un pensiero autonomo, critico e libero.

In che modo provvedete alla formazione dei vostri giovani?

La formazione dei futuri cittadini avviene attraverso la Cura Personalis, metodo educativo ignaziano che, ponendo l’attenzione alla singola persona, consiste nell’accompagnare individualmente l’alunno nel suo percorso educativo e didattico, motivandolo e incoraggiandolo nell’apprendimento, avviandolo alla conoscenza di sé e conducendolo gradualmente verso l’autovalutazione. Lo strumento principale di attuazione di tale metodo educativo è la tutoria individuale, specificamente prevista dalla pedagogia delle scuole della rete Gesuiti Educazione: essa ha come fine quello di offrire agli alunni la possibilità di dialogo con un tutor su temi non solo scolastici, ma anche di crescita e di orientamento.

Ci può parlare dei punti di forza dell’Istituto?

Uno dei principali punti di forza è sicuramente la squadra, formata dalla professoressa Veronica Petito su mandato della Fondazione Gesuiti Educazione, composta da docenti di indiscusse qualità umane e professionali. Una squadra molto unita, perfettamente immersa nella rete delle scuole ignaziane italiane ed estere, estremamente convinta di poter dare il proprio contributo incarnando i valori ignaziani nel processo di insegnamento. Valori che puntano ad una didattica di eccellenza, alla disciplina e a sviluppare uno spiccato spirito critico negli alunni. Altro punto di forza è la stretta sinergia scuola-famiglia, un rapporto costante di proficua collaborazione per garantire ai ragazzi il supporto e il sostegno di cui hanno bisogno. Fiore all’occhiello della nostra scuola, è inoltre la Pontano Music Academy, presieduta da Pasquale Antonio “Cicci” Serra e diretta dal maestro Francesco Capriello; nata con l’obiettivo di fornire agli studenti i mezzi e le conoscenze necessari per coltivare in modo sempre più maturo e consapevole le proprie particolari vocazioni, valorizza lo studio musicale come esperienza formativa dell’individuo. Si tratta di un’accademia altamente qualificata, composta da maestri e musicisti di grande talento di livello internazionale e che tra l’altro spesso organizza spettacoli di rilievo che vedono la partecipazione di grandi ospiti.

Un’altra vostra peculiarità è sicuramente il saper affrontare in maniera brillante le attuali sfide educative che investono il sistema scuola, accogliendo adeguatamente gli alunni con bisogni educativi “speciali”.

Esattamente. La chiave del nostro successo formativo è l’integrazione, una grande fonte di ricchezza per conoscere tradizioni e realtà diverse. Poiché la nostra scuola è frequentata da studenti di diverse etnie e religioni, uno dei nostri obiettivi prioritari è proprio quello di contribuire a creare le condizioni per un’accoglienza adeguata. Una scuola fattore di promozione sociale, foriera di pari opportunità per tutti e davvero attenta all’inclusione, in grado di accogliere alunni che presentano particolari fragilità e di fornire risposte adeguate alle loro difficoltà.

Il Pontano è una scuola che coniuga tradizione ed innovazione. Focalizzando l’aspetto su quest’ultimo punto, ci può parlare delle riforme che avete apportato ultimamente?

Come ha detto giustamente lei, le innovazioni del Pontano fondano le proprie radici nella tradizione: la nostra idea di scuola è infatti quella di creare un contesto accogliente, in cui i ragazzi possano ricevere una formazione a 360 gradi, non solo studiando ma anche occupandosi di altri tipi di attività che già sono in auge: infatti, al termine delle lezioni, è possibile seguire un corso di teatro, di musica, o praticare diverse discipline sportive (il Pontano aderisce alla piattaforma MIUR per gli studenti atleti che praticano lo sport ad alti livelli per i quali sono previsti percorsi didattici personalizzati).

Che cosa contraddistingue esattamente il Pontano dalle altre scuole? Il carisma ignaziano, l’accoglienza, il riuscire a dialogare con l’alunno cercando la chiave del contatto umano ed emotivo, l’ascoltare ed osservare prima di progettare. La nostra scuola prosegue il suo percorso di storia grazie a Pasquale Antonio “Cicci” Serra, Presidente del CDA del Pontano e della Fondazione LAUS, un uomo forte e determinato che ha voluto puntare fortemente nell’innovazione nella tradizione: nella sua lungimiranza è stato infatti capace di creare grandi innovazioni culturali, lavorando con il Movimento e Azione dei Gesuiti per lo Sviluppo (MAGIS) della Compagnia di Gesù: in tale prospettiva, ad esempio, l’intero ricavato dei dischi prodotti dalla Pontano Music Accademy è stato devoluto alle missioni dei gesuiti in India ed Africa, coniugando così musica e solidarietà. La Fondazione LAUS, dal canto suo, offre borse di studio agli studenti meritevoli ed in particolare a quelli diversamente napoletani, come asserisce lo stesso Presidente Serra, cioè ai ragazzi stranieri meritevoli a cui la Fondazione elargisce borse di studio per fare in modo che possano frequentare il Pontano, uno dei collegi più prestigiosi qui a Napoli. Un istituto con 140 anni di storia alle spalle, ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro: in un mondo sempre più interconnesso, infatti, non poteva non aprirsi all’uso delle tecnologie a scuola, purché utilizzate in maniera consapevole e produttiva. Di più, il Pontano è stato pioniere nell’utilizzo degli iPad nella didattica, ben consapevole che quell’acceleratore dell’apprendimento, se correttamente utilizzato, non solo consente di approfondire conoscenze, ma ha anche un ruolo importante nella formazione generale delle future generazioni, favorendo l’acquisizione delle competenze digitali, fondamentali nella vita di oggi.

Da quest’anno lei, precedentemente docente di latino e greco e scrittrice, è alla guida di un Istituto prestigioso; cosa ha ispirato il suo percorso professionale in tutti questi anni?

La ferrea convinzione che non esiste nulla di più bello al mondo di iniettare il sapere negli altri, di elevare le menti dei propri alunni e di renderli consapevoli e competenti. L’insegnamento è un compito davvero straordinario, che richiede grandi energie e che non può prescindere dal fatto che mentre si insegna si può imparare qualcosa. Diceva Seneca, Homines dum docent discunt, ovvero gli uomini mentre insegnano, imparano: il contatto, lo scambio di parole e di sguardi con i ragazzi ci trasmettono emozioni che nutrono il nostro pensiero e la nostra anima. Credo nel progetto educativo che l’approccio ignaziano offre, come la formazione ai valori, fondamento essenziale per adolescenti “in fieri” che qui cominciano a costruire il loro futuro e noi li incitiamo a sforzarsi di guardare sempre verso l’alto per diventare adulti capaci di fare grandi cose ma soprattutto di amare, di essere uomini e donne onesti. I genitori ci affidano la cosa più preziosa, più importante che hanno, i loro figli ed allora, imponente è di certo, un contesto sereno, in cui grande valore sia dato all’acquisizione della contezza che certe cose, come lo studio, non sono solo un dovere ma un privilegio, privilegio che si enuclea in un ambiente pregno di emozionalità ed eccellenza didattica.

 

Per maggiori info: www.istitutopontano.it

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