ANDROLOGIA: PREVENIRE e CURARSI MEGLIO

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ANDROLOGIA: PREVENIRE e CURARSI MEGLIO

Il professor Giovanni Alei, urologo noto per le sue ricerche e per l’attività chirurgica in campo andrologico, che per molti anni ha insegnato all’Università Sapienza di Roma, ci parla delle ultime frontiere in materia…

 

Professor Alei, quali sono le più frequenti patologie andrologiche?

L’impotenza nelle sue varie forme, l’infertilità, l’eiaculazione precoce ed i tumori dell’apparato genitale.

Cosa si intende per disfunzione erettile e come viene diagnosticata?

L’impotenza è l’incapacità di ottenere o mantenere un’erezione tale da consentire un rapporto soddisfacente. È un disturbo molto diffuso, ne soffre oltre il 50% degli uomini sopra i 50 anni di età. Oggi, grazie alle più avanzate tecnologie, si può effettuare una diagnosi strumentale accurata, come la registrazione notturna degli episodi erettili, l’ecodoppler e l’analisi computerizzata della sensibilità genitale. Con questi esami e con alcune analisi ematiche si giunge ad una diagnosi definitiva.

Come si cura l’impotenza?

Le terapie dipendono dalla causa individuata. Si può effettuare una riabilitazione erettile con farmaci vasodilatatori tramite micro-iniezioni indolori e ben accettate dal paziente che determinano un vero e proprio stretching delle arterie peniene. La novità in questo campo è il trattamento con le onde d’urto. Questa terapia indolore e priva di effetti collaterali determina un ringiovanimento del tessuto erettile mediante la formazione di nuovi vasi sanguigni. Questa è una soluzione efficace e curativa con ottimi risultati nella maggior parte dei casi. Infine, nei pazienti che non rispondono a queste terapie o che hanno una disfunzione grave, ad esempio dopo chirurgia per tumore della prostata, possiamo impiantare un dispositivo protesico che, dissimulandosi totalmente, permette la perfetta rigidità mantenendo la sensibilità e la sensazione orgasmica fisiologica.

Un disturbo molto diffuso, soprattutto tra i giovanissimi, è la precocità. Come si cura?

Anche in questi casi è fondamentale la diagnosi. Può essere di origine psicogena, da ipersensibilità genitale o di tipo misto. Tutte le forme sono curabili purché la terapia sia scelta sulla base della diagnosi strumentale ottenuta. Si va dall’uso di particolari spray o creme anestetiche che diminuiscono la sensibilità genitale, a farmaci che agiscono sul sistema nervoso, alla riduzione selettiva della sensibilità del glande con un piccolo intervento chirurgico.

Sappiamo che il tumore della prostata è molto diffuso, ci sono novità terapeutiche?

È il secondo tumore più diffuso nel sesso maschile e grazie alla diagnosi sempre più precoce è possibile proporre metodiche a bassa invasività. Anche la chirurgia, con l’utilizzo della tecnologia robotica, è diventata meno invasiva, salvaguardando l’attività erettile del paziente. In questi pazienti il controllo andrologico post-operatorio è fondamentale per mantenere e migliorare l’attività erettile e garantire una buona qualità di vita.

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