FEDERICO NARDI Le ultimissime frontiere della chirurgia vascolare

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Le ultimissime frontiere della chirurgia vascolare

Specialista in Chirurgia Vascolare, nel corso della sua lunga carriera professionale ha svolto diversi ruoli di primaria importanza, come quello di Primario presso la Struttura Complessa di Chirurgia Vascolare dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano, ruolo ricoperto fino a luglio del 2018. Attualmente svolge la propria attività professionale nel suo Studio di Caserta, e presso la Casa di Cura Villa del Sole della stessa città, dove tratta in modo particolare la patologia del piede diabetico e quella delle vene varicose, personalizzando i diversi trattamenti disponibili in base alle necessità del singolo paziente.

di Roberta Imbimbo

Dott. Nardi, in cosa consiste la patologia del piede diabetico?

Il piede diabetico  è una delle complicanze più serie del diabete mellito; una patologia altamente invalidante che si sviluppa come conseguenza di neuropatia diabetica,  un’alterazione del sistema nervoso periferico che si manifesta con formicolii, crampi, disordini dell’andatura ed alterazione della sensibilità  percettiva del paziente (incapacità di percepire dolore, caldo e freddo). Poiché nella maggior parte dei casi alla neuropatia diabetica si accompagna anche un’alterazione della circolazione a carico degli arti inferiori (arteriopatia o lesioni vascolari), anche una piccola ferita potrebbe degenerare causando danni molto seri, come la formazione di ulcere sanguinanti in grado nel tempo di evolvere in cancrena (putrefazione massiva e necrosi del tessuto che dovrà essere sottoposto ad amputazione). La tempestività della diagnosi è quindi fondamentale per evitare la progressione di una malattia che non può essere assolutamente sottovalutata: il paziente deve necessariamente tenere sotto controllo il livello della glicemia, attenendosi alle visite prescritte, compresa quella della circolazione degli arti inferiori. Qualora il Chirurgo Vascolare riscontri una patologia arteriosa, la stessa può essere opportunamente trattata con terapia farmacologica; nei casi più gravi si può ricorrere all’angioplastica periferica, una procedura di radiologia interventistica mininvasiva che viene utilizzata per dilatare un vaso sanguigno ostruito, o al by-pass che consente di migliorare la circolazione sanguigna delle gambe, evitando che la patologia progredisca inesorabilmente.

Quali sono invece le ultimissime frontiere nel trattamento delle vene varicose, un problema congiuntamente di carattere medico ed estetico che affligge moltissime donne?

 Il trattamento delle varici può consistere nella chiusura del vaso dilatato mediante l’iniezione di sostanze sclerosanti sotto forma di liquido o di o schiuma, o in tecniche endovascolari ablative quali il laser, la radiofrequenza, l’iniezione di particolari collanti, oppure ancora nell’asportazione chirurgica del vaso stesso, ottenuta con diverse metodiche, tutte consistenti nello sfilare il segmento venoso attraverso un piccolo taglio, il tutto rigorosamente in anestesia locale o locoregionale e nel massimo rispetto dell’estetica.  Come in tutte le branche mediche, anche in flebologia oggi si registra una marcata tendenza ad utilizzare tecniche sempre più mininvasive, indolori e ripetibili nel tempo; metodiche sempre più a dimensione di paziente per facilità di esecuzione, efficacia del trattamento ed estrema rarità di complicanze e di effetti collaterali.

 

Per maggiori info: https://chirurgovascolarenardifederico.it/dr-nardi-federico/

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