INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN CAMPO SANITARIO

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IWS, azienda di Business and Technology Consulting, si distingue nella strategia

IWS Consulting, azienda giovane e dinamica che opera con successo nel mercato dell’ICT, è all’avanguardia negli investimenti in Machine Learning e Intelligenza Artificiale – ci dice l’AD Ettore Sangermano – non tralasciando di valorizzare al meglio persone e business. Di seguito il General Manager Andrea Capitani ci spiega l’applicabilità su progetti dedicati al pharma e sanità.

 

L’intelligenza artificiale è applicabile in campo medico?

Sì, assolutamente, anzi credo che il campo sanitario sia tra i più interessanti non solo per la complessità ma anche per i risvolti etici che lo stesso può avere. Ad oggi sono già molte le applicazioni: dall’identificazioni di tumori, al loro trattamento, all’identificazioni di rischi primari e secondari ma anche la telemedicina.

 

Quale la nuova sfida per la sanità?

Il sistema sanitario nazionale italiano è un vanto a livello internazionale, oggi è messo a dura prova dai conti pubblici, da una crisi che continua. Per riuscire a mantenere un sistema eccellente con risorse ridotte è necessario ottimizzare, tagliare gli sprechi, velocizzare i processi, rendere tutto più snello al fine di adattarsi alle necessità dei pazienti e contemporaneamente alle esigenze del personale ospedaliero. In due parole: machine learning.

 

Una sfida immediata? Che cosa bolle nella vostra pentola?

Molto. Parliamo di Triage e gestione di posti letto. In parte sembra una vision quasi futuristica, ma è il presente: immaginate di arrivare al pronto soccorso ed essere presi in carico immediatamente o di avere uno screening completo nel giro di pochissimo tempo; il dottore viene aiutato dalle macchine per escludere possibili rischi eventualmente legati alla nostra particolare ed unica condizione fisica. Lo fa come se ci avesse sempre seguito e sempre conosciuto. Di più. Se fosse necessario il ricovero, la ricerca del posto letto sarà istantanea e non richiederà lunghe attese. Il computer identificherà immediatamente dove saremo dislocati ed avrà già pianificato la presenza di un’autoambulanza per il possibile trasferimento. Tutto questo solo ed unicamente con un uso saggio e concreto dei dati che gli ospedali hanno oggi a disposizione. L’intelligenza artificiale, nella declinazione del Machine Learning (ovvero macchine in grado di apprendere da sole sulla base di risultati pregressi), è lo strumento che meglio permette di prevedere le future necessità, il numero di persone al pronto soccorso, il tipo di casi unendoli con la storia personale di ognuno di noi così da dare risposte puntuali e su misura. Minimizzare gli errori, migliorare il servizio, annullare gli sprechi.

 

E le epidemie?

Vorrei essere ottimista: debellate! Forse troppo, ma l’intelligenza artificiale ci può davvero aiutare molto. Parto da questa osservazione, oggi le categorie a rischio sono gli anziani e i bambini. Categorie molto generiche, molto ampie, tutelarle completamente è costoso ma anche difficile. Ma la domanda che ci dovremmo porre è: chi stiamo lasciando indietro? Quali categoria stiamo dimenticando? L’intelligenza artificiale ci può aiutare non solo ad escludere le fasce più robuste tra quelle a rischio, ma anche ad identificare quasi puntualmente le persone che potrebbero avere bisogno di aiuto farmacologico ancora prima dello scoppio di un’epidemia.

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