Aldo Giancotti Le ultimissime tecnologie 3D in Ortognatodonzia

0
321

Le ultimissime tecnologie 3D in Ortognatodonzia

Grazie alla ricerca scientifica ed al progresso tecnologico, l’Ortognatodonzia sta diventando una branca medica sempre più all’avanguardia: procedure computerizzate, materiali innovativi e strumenti diagnostici di ultimissima generazione stanno infatti aprendo la strada a una serie di soluzioni prima impensabili, grazie alle quali i pazienti possono ottenere risultati davvero straordinari. Non solo! Tecnologie 3D molto sofisticate permettono oggi allo specialista di intervenire con maggior sicurezza, riducendo i tempi ed aumentando la percentuale di successo dei trattamenti eseguiti. Ad illustrarci i traguardi raggiunti in materia, è il Prof. Aldo Giancotti, da quasi 30 anni un riferimento riconosciuto e prestigioso nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento delle malocclusioni dentali e delle patologie ad esse correlate. Dal 1991 Docente di Ortodonzia presso I’Università di Roma “Tor Vergata”, il Prof. Giancotti è Presidente eletto della Società Italiana di Ortodonzia e Past-President dell’ Accademia Italiana di Ortodonzia e di Italian Board of Orthodontics.

Prof. Giancotti, di cosa si occupa l’Ortognatodonzia?

È una branca dell’Odontoiatria che si occupa di diagnosticare e curare le malocclusioni dentarie e le disarmonie cranio-facciali, ma anche di trattare le ripercussioni che tali anomalie hanno sull’armonia del viso e sul corretto svolgimento di funzioni quali la respirazione, la masticazione e l’articolazione del linguaggio. Grazie ad un’accurata valutazione clinica e diagnostica, oggi lo specialista è in grado di valutare l’entità delle patologie e di prescrivere il trattamento terapeutico più idoneo a ripristinare il corretto funzionamento dell’intero apparato stomatognatico, con cure, tecniche e apparecchi terapeutici di ultimissima generazione, che vengono personalizzati in base alle esigenze del singolo paziente.

Quali sono le ultimissime frontiere in materia?

Oggi la radiologia digitale tridimensionale offre la possibilità di fare una diagnosi rapida e precisa, con tutti i vantaggi che questo comporta: le 3D Cone Beam (CBCT), ad esempio, forniscono immagini che riproducono fedelmente l’anatomia del paziente, permettono di osservare le dimensioni anatomiche e di valutare correttamente il volume osseo. Tale tecnica si dimostra quindi superiore a quella tradizionale per la maggior definizione delle sue immagini e perché permette contrasti migliori tra strutture di diversa densità, esponendo il paziente ad una dose minore di radiazioni. La tecnologia 3D offre prospettive interessanti anche dal punto di vista terapeutico: infatti, negli ultimi anni si è passati da apparecchiature reattive nelle quali non è possibile prevederne in maniera esatta gli effetti ma semplicemente cercare di governarne la reazione ad altre di tipo proattivo che prevedono gli effetti di una determinata procedura di management clinico, consentendo allo specialista di pianificare in tempo terapie sempre più mirate e customizzate, minimizzandone gli effetti indesiderati. In definitiva, tutte le moderne apparecchiature ortodontiche dovrebbero essere basate su procedure proattive.

L’Ortognatodonzia, dunque, è sempre più digitale. Il che porta naturalmente benefici per gli operatori e per i pazienti, con una diagnosi più precisa ed un trattamento più accurato.

Esattamente! L’utilizzo della tecnologia digitale nasce dall’esigenza di lavorare con maggiore sicurezza e precisione, riducendo la durata dei trattamenti ed aumentando la percentuale di successo del lavoro svolto, con enormi vantaggi sia in termini sociali che economici. Negli ultimi anni, ad esempio, si è riscontrato un crescente interesse per “l’ortodonzia invisibile”, tecnica basata sull’utilizzo di allineatori trasparenti progressivi. Anche in questo caso, grazie ad un software di ultimissima generazione, lo specialista riesce a creare, con estrema precisione, un modello personalizzato virtuale come base iniziale per la programmazione e simulare il sorriso alla fine del trattamento, cosa molto apprezzata dai pazienti. Qualora poi fosse necessario utilizzare apparecchiature fisse, è possibile, in aggiunta ai tradizionali dispositivi, impiegare dei fili ortodontici robotizzati che permettono di inserire nell’arco di lavoro informazioni individualizzate che generano movimenti dei denti di estrema precisione e più veloci. Questo procedimento ha un impatto altamente positivo in termini di tempi alla poltrona (con conseguente riduzione dei costi del trattamento) e di comfort per il paziente. In conclusione, l’innovazione tecnologica e l’introduzione di nuovi strumenti, hanno permesso di migliorare in maniera radicale le terapie, di aprire nuove frontiere di studio e di innalzare la qualità della vita di pazienti sempre più informati ed esigenti. Oggi lo specialista è in grado di offrire trattamenti avanzati, sia in termini di efficacia che di minor fastidio generato.

 

Per maggiori info: giancotti@uniroma2.it

 

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here