Enrico Foresta, La rinoplastica: a metà tra una rivoluzione Copernicana ed un’esplorazione del Kamasutra

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La rinoplastica: a metà tra una rivoluzione Copernicana ed un’esplorazione del Kamasutra

Oggi la rinoplastica è un’arte. E un buon chirurgo deve tenere in considerazione molti aspetti: i lineamenti del volto, le sue dimensioni, il taglio degli occhi, lo spessore della cute, la grandezza delle labbra, il sesso e l’altezza. Questo perché ogni naso è diverso dall’altro, ed ogni caso rappresenta una sfida diversa. Non basta eseguire meccanicamente la procedura, perché questo darebbe risultati estetici tutti identici”, asserisce con enfasi il Dott. Enrico Foresta, Specialista in Chirurgia Maxillo Facciale presso la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma.

 

 

Dottor Foresta, può spiegarci il senso di questo titolo?

Si tratta di una frase, che ha scritto tempo fa una mia paziente, che racchiude l’essenza della rinoplastica. Mi spiego. In questo particolare periodo storico in cui i social la fanno da padrone, anche l’estetica si è inserita perfettamente in questo contesto virtuale: così i post, la storia o il like sono riferiti ad un caso clinico specifico, all’esito chirurgico, al collega di turno. Ultimamente, però, questo gioco ha preso una piega sbagliata, e l’intervento, qualunque esso sia, viene alleggerito nella sua importanza e difficoltà solo allo scopo di attirare ed invogliare un numero maggiore di persone. Quegli stessi pazienti che ormai hanno una cultura medica trasmessa dai blog o dai tanti messaggi lasciati in rete, mancando però degli strumenti e dell’esperienza necessari per filtrare e capire appieno il quadro clinico o l’indicazione chirurgica. Ed infatti oggi un numero maggiore di pazienti si sottopone ad una visita esordendo: “dottore io soffro di questa patologia, la mia terapia è questa!” oppure “dottore la mia amica ha fatto questo intervento, voglio farlo pure io!” e quando, al termine della visita, si propone qualcosa di diverso perché l’indicazione chirurgica è diversa, il paziente rimane incredulo e cerca di convincerti che non è la strada giusta, solo perché ha letto qualche notizia imprecisa su internet.

Per lei, quindi, è molto importante sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di un intervento chirurgico di settorinoplastica?

Assolutamente sì! Ricordiamo che questo tipo di intervento ha un triplice risvolto: estetico, funzionale e psicologico. Il primo è dettato dalla moda, dalla bravura e dal gusto estetico del chirurgo, dalla fisionomia di un determinato volto. Ciononostante, il paziente ancora oggi si presenta con foto prese da internet o con foto di amiche che si sono già sottoposte ad intervento e che vengono usate come modelle. Un’assurdità! Il paziente deve essere correttamente informato su quale sia il giusto cambiamento estetico per rendere perfetto il suo viso. In caso contrario, il rischio è di confezionare un naso non adatto al suo volto o, ancora peggio, di creare nasi tutti uguali.  Il secondo risvolto non è meno importante: il naso deve poter funzionare! La società moderna che ha messo al primo posto l’apparire, l’estetica prima di ogni altra cosa, ha messo in ombra l’aspetto più importante del naso, ovvero la sua funzione respiratoria, che invece un buon chirurgo non può trascurare. I due aspetti infatti non possono essere scissi, anzi nella maggior parte dei casi i pazienti si sottopongono ad una visita in quanto riferiscono problemi funzionali che sono a loro volta legati a difetti estetici. Così, risolvere l’imperfezione significa risolvere entrambi i problemi.

E cosa può dirci sul risvolto psicologico?

In questi anni di attività ho diviso i pazienti in due gruppi. Il primo è quello dove i difetti del naso nella fase adolescenziale si trasformano in handicap; i ragazzi appartenenti a questo gruppo non si fanno foto, hanno lo sguardo basso, usano occhiali grandi o portano i capelli lunghi. Tutto questo per nascondere un difetto che purtroppo sta lì al centro del volto e si vede. Se nasce l’ossessione, appena possibile, si sottopongono ad intervento chirurgico. Questi sono i pazienti più giovani, quelli più determinati, con le idee più chiare ma anche quelli che hanno maggiori aspettative. Dopo l’intervento camminano a testa alta, si fotografano con orgoglio il volto, affrontano la vita con più sicurezza, avendo rafforzato il carattere grazie ad una vera e propria rivoluzione psicologica. Il secondo gruppo è rappresentato, invece, da quelle persone che hanno un difetto, lo percepiscono come tale ma non ne sono ossessionate. Superate le fasi di crescita più delicate, il paziente arriva all’età adulta con una piena accettazione di sé fino a quando, per diverse cause, riprende una vecchia idea messa nel cassetto, lasciata lì e la riabbraccia. Generalmente questo tipo di paziente desidera piccole modifiche, che non devono notarsi. Questo non deve far pensare che la modifica estetica non influenzerà la sfera emotiva, anzi in questo caso più forte è il risvolto psicologico. La frase tipica dopo l’intervento è: “dovevo farlo prima!” Così il paziente cerca di riacquisire tutto il tempo perso rivoluzionando il proprio mondo ed iniziando a vivere una seconda vita!

In conclusione, che consiglio sente di dare a chi desidera un naso nuovo?

Il mio consiglio è di non sottovalutare mai ogni tipo di intervento, soprattutto se ha un risvolto estetico. A tal proposito riporto un messaggio di una mia paziente appartenente a questo secondo gruppo, inviato qualche giorno dopo l’intervento chirurgico:

“Infinite possibilità di tagli di capelli, pettinature, colori di tinte, cappelli…

Posizioni da poter avere in foto, ma anche nella vita reale…

Senza più dovere avere in testa la sala di regia, che tiene a mente da che angolazione mi sta vedendo ogni singola persona presente nell’ambiente circostante…

Rifarsi il naso è a metà tra una rivoluzione Copernicana… ed un’esplorazione del Kamasutra!”

Buon naso a tutti!

 

Per maggiori info: tel. +39 345.7687918

www.forestarhinoplasty.it

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