I nuovi orizzonti della Neurochirurgia Pediatrica

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Nel corso degli ultimi decenni, il progresso tecnologico e la ricerca scientifica hanno contribuito a migliorare sensibilmente le modalità di trattamento delle patologie neurochirurgiche pediatriche (craniostenosi, plagiocefalie, malformazioni di Chiari, idrocefalo, spina bifida, malformazioni spinali, tumori cerebrali, tumori midollari ed epilessia), introducendo tecniche interventistiche sempre più a dimensione di paziente e strumenti di ultimissima generazione, particolarmente utili la  cura di tali patologie. “Anche nel caso di tumori cerebrali, le neoplasie più frequenti in età pediatrica insieme alle leucemie, i traguardi raggiuti in ambito neuroncologico sono notevoli” commenta con soddisfazione il dott. Luca Massimi, uno dei massimi esperti di Neurochirurgia Infantile, ricercatore al Policlinico A. Gemelli di Roma nonché Membro della Società Italiana di Neurochirurgia e Chairman sia presso l’European (ESPN) che l’International Society for Pediatric Neurosurgery (ISPN).

Dott. Massimi, lei investe molto nella ricerca, che procede in modo alacre anche in ambito neuro-oncologico. Quali traguardi sono stati raggiunti in questi ultimi anni?

Uno dei settori più promettenti di ricerca e cura dei tumori cerebrali infantili proviene dalla cosiddetta target-therapy, che consiste nel creare delle molecole selettive per ciascun tipo di tumore, ovvero farmaci che agiscano specificatamente sulle cellule tumorali di modo da accrescere l’efficacia della cura e limitare gli effetti collaterali sulle cellule sane. Per poter approntare farmaci oncologici di tal tipo è necessario conoscere la cellula tumorale in modo approfondito: di qui l’esigenza di effettuare ricerche di genomica da parte del Consorzio Internazionale di cui faccio parte, per studiare le caratteristiche intime di ogni specifico tumore.

Nell’era della medicina di precisione, quali sono gli strumenti oggi a disposizione di un chirurgo?

L’introduzione dell’esoscopio consente di realizzare interventi neurochirurgici a trecentosessanta gradi, con minore invasività e migliori risultati nel trattamento di tutte le patologie attinenti a questo specifico settore della chirurgia. Si tratta di una moderna e innovativa strumentazione che consente una visione 3D del campo operatorio e quindi allo specialista di trattare con maggior accuratezza e precisione le lesioni, tumorali e non, del sistema nervoso. Il suo utilizzo, tuttavia, non può prescindere da un’adeguata preparazione da parte del neurochirurgo. In conclusione, la strumentazione oggi disponibile e l’affinamento delle tecniche operatorie, insieme alla migliore conoscenza dei meccanismi genetici e molecolari che regolano l’oncogenesi dei tumori, non solo consentono di offrire trattamenti di cura personalizzati e mirati ma soprattutto di ridurre i rischi di deficit post-operatori, con un sensibile miglioramento della qualità di vita dei piccoli pazienti.

di Roberta Imbimbo

Per maggiori info: www.dottori.it

luca.massimi@policlinicogemelli.it

 

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