Tra il profumo della macchia mediterranea e il ritmo lento del mare, nasce Mamamare: un luogo dove il matrimonio diventa esperienza, e l’ospitalità, progetto culturale. Immersa nel paesaggio naturale della Duna Domitia, Mamamare si propone infatti come una delle esperienze più innovative nel panorama dell’hospitality italiana legata al wedding e agli eventi esclusivi. Non una semplice location per matrimoni, ma un concept integrato dove architettura mediterranea, sostenibilità e valorizzazione del territorio si fondono per offrire un modello di accoglienza contemporanea, in linea con le nuove tendenze del turismo esperienziale di qualità. Abbiamo incontrato Carlo Emini, fondatore e anima di Mamamare, per approfondire la filosofia e la visione strategica che guidano questo progetto, sempre più riconosciuto come polo di attrazione nella rinascita della costa di Baia Domizia, oggi Bandiera Blu.

Dott. Emini, com’è nata l’idea di Mamamare?

L’idea è nata dal desiderio di superare il concetto tradizionale di “location per matrimoni”, creando un luogo capace di integrare natura, architettura e accoglienza. Mamamare non è soltanto una cornice suggestiva per nozze in riva al mare, ma un contenitore di esperienze uniche: curiamo anche eventi privati, cerimonie e celebrazioni esclusive che condividono la stessa filosofia di eleganza e autenticità. È un sistema di esperienze calibrate, che accompagnano gli sposi e gli ospiti in un percorso sensoriale completo – dal rito civile in spiaggia al banchetto nuziale immerso nel paesaggio mediterraneo – dove ogni dettaglio è pensato per armonizzare estetica, emozione e funzionalità.

Cosa rende Mamamare diverso da altre location per eventi?

La nostra forza è l’equilibrio tra natura e design. Siamo perfettamente incastonati nel paesaggio naturale della Duna Domitia, in un contesto di rara bellezza mediterranea. Una scelta che impone anche una responsabilità precisa: quella di rispettarlo e valorizzarlo. Mamamare nasce per essere parte integrante di un più ampio processo di rigenerazione territoriale che sta coinvolgendo il territorio. La vicinanza con il Cumeja Beach Club & Hotel, resort quattro stelle di riferimento, ci permette di costruire una sinergia virtuosa tra ospitalità e promozione locale. È un asse che mira a riportare la costa domitia al centro del turismo esperienziale e sostenibile del Mezzogiorno.

Dal punto di vista architettonico e gestionale, come si traduce concretamente questa filosofia?

Ogni ambiente è stato concepito con un approccio modulare e coerente: sale interne ed esterne che dialogano con il paesaggio, materiali naturali, cromie calde, luci pensate per accompagnare le sfumature del tramonto. Tutto è pensato per coniugare ospitalità, comfort e identità mediterranea.
Dal punto di vista gestionale, Mamamare si configura come un hub di servizi integrati, con personale formato nella gestione degli eventi di alto profilo, dalla consulenza logistica alla direzione artistica.

Il rito civile in riva al mare è diventato un vostro tratto distintivo. Quanto conta l’esperienzialità?
Moltissimo. Vivere il momento del “sì” al suono delle onde, in un giardino sospeso tra sabbia e mare, è un’esperienza che sintetizza la nostra filosofia: autenticità e misura. Oggi il matrimonio è anche un racconto di identità e di luogo. Noi offriamo agli sposi la possibilità di costruire un evento che rispecchi questo equilibrio, tra naturalezza e raffinata regia.

Quali sono le prospettive di sviluppo di Mamamare?

Il nostro obiettivo è ampliare il format, aprendo nuove sedi in contesti naturalistici di alto valore, sempre in linea con la visione eco-luxury che ci contraddistingue. Vogliamo esportare un modello di ospitalità circolare, dove la sostenibilità si intreccia con la qualità e la formazione del personale. Mamamare è un laboratorio di stile e di metodo: la nostra ambizione è che diventi anche un punto di riferimento per la rinascita culturale e turistica del litorale domitio. In conclusione, Mamamare non è solo una location per eventi, ma un progetto che restituisce al mare la sua centralità culturale. Un sogno mediterraneo dove eleganza e natura si incontrano per raccontare un nuovo modo di vivere l’ospitalità.