In passato i Paesi sviluppati hanno fondato il proprio modello di crescita economica sulla diffusione di beni e servizi di consumo, con un uso intenso dell’energia, spesso a scapito dell’ambiente e con scarso riguardo alla disponibilità futura delle fonti energetiche non rinnovabili. Oggi, che il tema della sostenibilità ambientale (e dello sviluppo sostenibile) sta acquisendo un’importanza prioritaria, ai politici e alla società tutta spetta il compito di conciliare crescita economica, aumento e diffusione del benessere, tutela dell’ambiente. Interviene su questo argomento l’Avv. Franca Miccolis, che da anni offre consulenza qualificata alle imprese di medie e grandi dimensioni che operano nel settore energetico in materia di sviluppo e progettazione di impianti fotovoltaici, agrovoltaici ed eolici.

di Roberta Imbimbo

 

Avv. Franca Miccolis

 

Avv. Miccolis, cosa prevede l’Agenda 2030 sulla produzione di energia sostenibile?

Nel 2015, alla Conferenza di Parigi sul clima, è stato adottato un nuovo accordo che, per la prima volta, vincola tutti i Paesi a ridurre le proprie emissioni di gas serra con l’ambizioso obiettivo di limitare ben al di sotto di 2 gradi Celsius il riscaldamento medio globale rispetto al periodo preindustriale, puntando a un aumento massimo pari a 1,5 gradi.

Uno dei percorsi più importanti per il raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) fissati dall’Agenda 2030 è quello di realizzare un’economia climaticamente neutra entro il 2050, diminuendo le emissioni di gas serra ed investendo maggiormente sulle fonti di energia rinnovabili (passando dall’attuale 26% al 90% entro il 2050). Ancora oggi però, la maggior parte dei Paesi sono dipendenti dall’importazione di combustibili fossili che, soggetti a costanti fluttuazioni dei prezzi, possono accrescere la povertà energetica e ridurre la competitività delle imprese nazionali. Per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda entro il 2030, i diversi Paesi dovrebbero incrementare la capacità installata di 2,3 TW, pari a 259 GW annui per i prossimi nove anni. Nonostante l’introduzione di nuove norme con finalità di semplificazione, nel nostro Paese i nuovi impianti fotovoltaici ed eolici autorizzati non sono tuttavia sufficienti a dare certezza del raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.

Qual è l’attività core dello Studio legale da lei fondato nel lontano 1996 a Milano?

Lo Studio offre consulenza qualificata alle imprese di medie e grandi dimensioni che operano nel settore energetico –  settore in continua evoluzione che richiede specifiche conoscenze della normativa di riferimento – in materia di sviluppo e progettazione di impianti fotovoltaici, agro-voltaici ed eolici nella fase autorizzativa, dalla stipula dei contratti per l’acquisizione dei diritti sui terreni; stipula di contratti per le attività di progettazione, relativa costruzione e consegna di impianti chiavi in mano – EPC – o per il mantenimento e gestione – O&M. Offre assistenza nella predisposizione della contrattualistica in materia di acquisizione di impianti; predisposizione di due diligence sia in fase di sviluppo che di acquisizione; consulenza legale in materia di agro-fotovoltaico. Attualmente lo Studio sta collaborando anche alla realizzazione di un ambizioso Progetto di sviluppo di impianti agro-voltaici nei campi di calcio – per la maggior parte di proprietà dei Comuni – dove, oltre ai pannelli fotovoltaici, saranno collocate serre per la coltivazione delle microalghe, del kiwi rosso e container per le produzioni con l’agricoltura idroponica. Tale Progetto si inserisce, pertanto, nel più ampio panorama politico di sostegno al conseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale, di rigenerazione urbana, di risparmio energetico, e di incremento del tasso di approvvigionamento degli alimenti a “chilometro zero”. Ciò a tutto vantaggio delle società sportive che potranno organizzare molte più attività con i giovani con evidenti risvolti positivi sulle politiche giovanili.

 

Per maggiori info (https://www.avvocatomiccolis.it)