Da 25 anni ECO-RIGEN opera in un settore complesso e strategico come quello dei catalizzatori industriali, offrendo servizi avanzati di rigenerazione, solfurazione e recupero dei metalli per raffinerie e poli chimici. Integrata nel polo Eni di Gela e forte di una collaborazione strutturata con Eurecat, leader mondiale del settore, l’azienda ha sviluppato un modello industriale che riduce l’impatto ambientale, aumenta l’efficienza dei clienti e crea valore attraverso soluzioni tecnologiche avanzate. Ne parliamo con il CEO Marco Cannarella.
di Roberta Imbimbo

Dott. Cannarella, ECO-RIGEN è attiva da 25 anni. Come descriverebbe oggi l’identità e la missione dell’azienda?
Siamo una realtà italiana specializzata nella rigenerazione e solfurazione dei catalizzatori industriali, dispositivi fondamentali per tutte le unità di processo – dal cracking ai reformer, dall’idrotrattamento alla desolforazione. Il nostro core business è garantire alle raffinerie un prodotto recuperato che abbia performance equivalenti al nuovo, ma con un impatto economico e ambientale significatamene inferiore. Oggi operiamo per raffinerie e grandi siti chimici in Italia e all’estero, supportando cicli produttivi continui 24 ore su 24. La nostra competenza è maturata grazie a processi consolidati, standard operativi rigorosi e una presenza stabile all’interno di uno dei poli energetici più avanzati del Paese.
In un periodo in cui si parla soprattutto di decarbonizzazione, il vostro settore sembra andare controcorrente. È davvero così?
In realtà, no. Siamo perfettamente allineati ai principi di sostenibilità. Prendiamo catalizzatori esausti, sostanze solide a matrice metallica contenenti materiali preziosi, e li recuperiamo evitando che finiscano in discarica. Questo processo consente di evitare l’estrazione di nuove risorse, ridurre drasticamente i rifiuti e creare un ciclo virtuoso che permette alle industrie siderurgiche raffinerie di riutilizzare un prodotto rigenerato anziché acquistarlo nuovamente. È un esempio concreto di economia circolare applicata a un settore ad alta intensità energetica, dove efficienza e riduzione degli scarti hanno impatti immediati e misurabili su emissioni e consumi di materie prime.
Quanto è importante il tema della sostenibilità ambientale per voi?
È fondamentale, fa parte del nostro DNA industriale. Le nostre attività riducono l’impatto ambientale delle raffinerie grazie a: minor produzione di rifiuti pericolosi; recupero dei metalli strategici; riduzione delle emissioni indirette legate alla produzione di catalizzatori nuovi; estensione del ciclo di vita dei materiali. La nostra impostazione aziendale è pienamente allineata alle politiche europee di efficientamento delle risorse e al principio “waste to resource”, che nei settori industriali complessi rappresenta una leva decisiva per la transizione energetica.
Innovazione tecnologica: in che modo ECO-RIGEN integra le nuove tecnologie nei propri processi?
Da sempre siamo orientati all’adozione delle migliori tecnologie disponibili sul mercato. Da un lato per ridurre le emissioni in atmosfera, dall’altro per ampliare i nostri ambiti operativi.
Un esempio importante è il nostro progetto dedicato alla rigenerazione degli oli vegetali esausti, per il quale disponiamo dell’autorizzazione regionale (PAUR). Possiamo trattare fino a 400.000 tonnellate l’anno grazie a tecnologie d’avanguardia come la centrifugazione trifase e sistemi di filtrazione avanzata. Una volta trattati, questi oli diventano materia prima qualificata per le bioraffinerie. In questo modo contribuiamo direttamente alla produzione di biocarburanti avanzati, segmento destinato a crescere nel percorso di decarbonizzazione del settore trasporti.
Operare all’interno della raffineria industriale di Gela rappresenta un vantaggio competitivo?
Certamente. Essere integrati nel sito industriale Eni significa lavorare in un ecosistema ad alta tecnologia, con infrastrutture d’eccellenza e standard di sicurezza elevatissimi. Riduciamo tempi, costi logistici e complessità operative. È una sinergia che ottimizza i processi e aumenta l’efficienza. e permette ai clienti di avere un partner pienamente integrato nella filiera industriale.
Qual è il ruolo della collaborazione con Eurecat?
È fondamentale. Eurecat è la nostra casa madre, una multinazionale francese leader mondiale nel settore. È partecipata al 30% da una società italiana, e questo rafforza ulteriormente il legame con il nostro Paese. Grazie a questa partnership siamo presenti in tutto il mondo e in tutte le principali raffinerie italiane. Ci offre know-how, tecnologie e una rete globale di competenze. Eurecat rappresenta per noi un supporto strategico sia in termini di ricerca e sviluppo sia per l’accesso a soluzioni brevettate, oltre che un ponte diretto verso le best practice internazionali nel settore dei catalizzatori.
Quanto è importante il capitale umano per ECO-RIGEN?
È un asset centrale. Oggi contiamo tra dipendenti diretti e indiretti un indotto di oltre 300 persone. Le nostre attività richiedono elevata specializzazione, responsabilità e attenzione costante alla qualità.
La formazione continua è indispensabile, perché operiamo in contesti industriali complessi, dove precisione e sicurezza sono imprescindibili. Il capitale umano è la leva che ci permette di garantire standard elevati e continuità operativa ai nostri clienti.
Quali sono gli obiettivi futuri per l’azienda?
Continuare a crescere nei settori in cui siamo già presenti, consolidando la nostra leadership nella rigenerazione dei catalizzatori. Inoltre vogliamo sviluppare ulteriormente la filiera degli oli esausti, che sarà sempre più importante nell’ambito delle bioraffinerie e dei carburanti sostenibili. L’obiettivo è contribuire, con competenza e innovazione, alla transizione energetica mantenendo un forte radicamento industriale. Rigenerare ciò che oggi è considerato scarto significa costruire un’industria più responsabile, efficiente e sostenibile per il futuro.
























































