L’odontoiatria vive una trasformazione profonda, guidata da tecnologie che hanno reso possibile ciò che fino a pochi anni fa sembrava inimmaginabile. L’implantologia, in particolare, è passata da interventi lunghi e invasivi a protocolli prevedibili, minimamente traumatici e capaci di restituire denti fissi in tempi rapidissimi. Merito della chirurgia digitale e delle nuove metodiche graftless, che consentono l’inserimento degli impianti senza ricorrere a innesti ossei. Una vera rivoluzione che risponde alla richiesta dei pazienti di oggi di ripristinare estetica e funzione… subito. Ne parliamo con il Dott. Marco Marra, specialista in Implantologia e Implantoprotesi in Odontostomatologia.

di Roberta Imbimbo

 

Dott. Marra, che cosa significa oggi “graftless”?

Significa riabilitare anche pazienti con gravi atrofie ossee senza ricostruzioni, senza prelievi ossei e senza lunghi tempi di attesa. In passato la mancanza di osso imponeva rigenerazioni complesse, rialzi di seno mascellare e lunghi percorsi riabilitativi. Oggi utilizziamo impianti più lunghi, inclinati e biomeccanicamente ottimizzati, capaci di ancorarsi a zone naturalmente più dense: la corticale palatale, la base nasale,  l’area pterigoidea e l’osso zigomatico .È una filosofia completamente diversa: non ricreare l’osso, ma sfruttare quello disponibile.

Qual è il salto tecnologico che ha reso possibile questo approccio?

La combinazione di due elementi: la pianificazione digitale 3D, che permette di mappare con precisione millimetrica le aree ossee residue, e la chirurgia computer-guidata, che consente inserimenti estremamente precisi, spesso in modalità flapless. La sinergia tra tecnologia e biomeccanica permette oggi di individuare e sfruttare cortecce estremamente dense anche in pazienti con atrofie severe. È una delle ragioni del grande successo delle tecniche graftless.

Perché questi impianti possono essere caricati immediatamente?

Perché raggiungono una stabilità primaria molto elevata. Gli impianti inclinati ottengono un ancoraggio bicorticale in zone ossee altamente mineralizzate. La protesi avvitata entro 24 ore, collegando gli impianti, stabilizza ulteriormente il sistema. Il risultato è un equilibrio biomeccanico collaudato che consente ai pazienti di tornare a masticare in giornata, anche in condizioni che un tempo richiedevano fino a 18 mesi di trattamento.

 

E i risultati clinici?

La letteratura internazionale è chiara: tassi di successo oltre il 90–95%, spesso superiori rispetto ai protocolli tradizionali che prevedono grandi innesti. Impianti pterigoidei, zigomatici e impianti inclinati per il mascellare atrofico sono oggi soluzioni affidabili, documentate e altamente predicibili.

Dal punto di vista del paziente, cosa cambia?

Cambia tutto. Niente più interventi multipli, prelievi ossei, gonfiori importanti o mesi senza denti.
Con le tecniche graftless il percorso è: un unico intervento chirurgico, impianti posizionati senza innesto, protesi fissa avvitata entro 24 ore e tempi di recupero drasticamente ridotti. In pratica, il paziente torna a sorridere e a masticare subito. Ed è proprio questa immediatezza a rispondere a una delle richieste più forti dei pazienti di oggi: “Voglio i denti subito”.

Qual è la direzione dell’implantologia nei prossimi anni?

Verso una chirurgia sempre più digitale, personalizzata, minimamente invasiva e immediata.
Gli innesti non spariranno: in alcuni casi restano indicati. Ma non sono più la prima scelta. La tecnica graftless rappresenta questa evoluzione: un’implantologia moderna, razionale, predicibile e soprattutto centrata sul benessere del paziente. È una metodica che porta un messaggio chiaro: oggi nessuno deve rassegnarsi alla protesi mobile. L’implantologo ha finalmente un “arco” con molte frecce – impianti lunghi, inclinati, pterigoidei, zigomatici, carico immediato, chirurgia guidata – che permettono di personalizzare ogni caso. Ed è qui che si gioca il futuro della disciplina: non adattare il paziente alla tecnica, ma scegliere la tecnica perfetta per quel paziente. Una rivoluzione silenziosa, destinata a cambiare per sempre il modo di restituire un sorriso.