L’Intelligenza Artificiale sta trasformando profondamente il mondo delle imprese, ridefinendo modelli produttivi e processi decisionali. Ma insieme alle opportunità emergono interrogativi cruciali su etica, sicurezza e responsabilità. Ne parliamo con Riccardo Petricca, CEO di AI &volutions, docente universitario e figura di riferimento nazionale nell’ingegneria dell’informazione, con ruoli anche a livello istituzionale.

 

di Roberta Imbimbo

Ingegnere Petricca, cosa significa oggi parlare di sostenibilità etica dell’Intelligenza Artificiale nelle aziende?

Significa comprendere che l’AI non è solo una tecnologia, ma uno strumento che ha impatti concreti sulle persone, sulle decisioni e sulla società. Un utilizzo etico implica trasparenza, correttezza nell’uso dei dati e consapevolezza delle conseguenze delle scelte automatizzate. Le aziende devono adottare l’AI non solo per essere più efficienti, ma per essere anche più responsabili.

Quali sono i principali rischi di un utilizzo non consapevole dell’AI?

I rischi sono molteplici: bias algoritmici, violazioni della privacy, decisioni automatizzate non controllate. L’AI non è infallibile: senza supervisione umana ed etica, rischia di amplificare errori e disuguaglianze.

Quanto è importante affidarsi a professionisti esperti in questo campo?

È fondamentale. L’AI non è uno strumento “plug and play”. Richiede competenze tecniche, ma anche normative ed etiche. AI &volution nasce per accompagnare le aziende italiane e internazionali nelle nuove frontiere digitali – dall’Intelligenza Artificiale alla cybersecurity fino all’Industria 5.0 – con un approccio che integra innovazione e responsabilità etica. Affidarsi a esperti significa evitare errori strategici e costruire valore competitivo nel lungo periodo.

Lei è anche docente universitario e formatore: quanto conta la formazione?

La formazione è la vera chiave. Non basta introdurre strumenti di AI, bisogna formare le persone al loro utilizzo corretto. Tengo corsi in università, percorsi di reskilling nelle aziende e seminari nelle scuole proprio per diffondere una cultura digitale consapevole. I programmatori, in particolare, devono evolversi: non solo sviluppatori, ma veri e propri addestratori etici dell’AI.

Qual è il legame tra Intelligenza Artificiale e cybersecurity?

È un legame indissolubile. L’AI si basa sui dati, e i dati devono essere protetti. Non può esistere un’AI etica senza cybersecurity. I dati sono il cuore dell’intelligenza artificiale: proteggerli significa proteggere persone, aziende e decisioni. Senza sicurezza, l’innovazione diventa un rischio. Pensiamo all’utilizzo di cloud non sicuri o alla gestione impropria delle informazioni: sono vulnerabilità enormi. La sicurezza informatica diventa quindi una responsabilità non solo tecnica, ma anche morale.

Quali sono le sfide principali per le aziende oggi?

Le aziende devono trovare un equilibrio tra innovazione e controllo. Devono investire in competenze, scegliere partner qualificati e integrare etica e sicurezza nei processi decisionali. Solo così l’AI può diventare un vero vantaggio competitivo.

Guardando al futuro, cosa distingue un’azienda innovativa da una davvero sostenibile?

La capacità di mettere la persona al centro. La tecnologia deve essere al servizio dell’uomo, non il contrario. Il futuro non è solo tecnologico, ma umano: l’AI farà la differenza solo se sarà guidata da responsabilità, competenza e visione etica.